Aggiornamento maggio 2026
Il Piano Transizione 5.0 ha visto importanti sviluppi nell'ultimo anno. Il decreto correttivo del marzo 2026 ha prorogato la finestra di investimento e introdotto semplificazioni procedurali che rendono lo strumento più accessibile per le PMI. La dotazione originaria di 6,3 miliardi di euro è stata integrata con risorse aggiuntive del PNRR, portando il fondo disponibile a oltre 7 miliardi di euro totali.
Cos'è il Piano Transizione 5.0
Il Piano Transizione 5.0 è la misura del PNRR che sostituisce il Credito d'imposta Transizione 4.0 aggiungendo una componente obbligatoria di risparmio energetico certificato. Il meccanismo è un credito d'imposta proporzionale all'investimento, con aliquote che variano in base alla categoria di investimento e al risparmio energetico raggiunto.
Chi può accedervi
Possono accedere tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente da:
- Forma giuridica
- Settore economico di appartenenza
- Dimensione aziendale
- Regime fiscale
Sono escluse le imprese in stato di liquidazione, fallimento o concordato preventivo.
Cosa si può finanziare
Gli investimenti agevolabili rientrano in tre categorie principali:
1. Beni strumentali materiali e immateriali
- Macchinari, impianti e attrezzature industria 4.0 interconnessi al sistema di gestione
- Software, sistemi IT e piattaforme digitali (inclusi software AI)
- Sistemi di controllo qualità e manutenzione predittiva
2. Beni strumentali per autoproduzione di energia
- Impianti fotovoltaici e sistemi di storage
- Pompe di calore e sistemi di efficienza energetica
- Generatori a idrogeno verde
3. Formazione del personale
- Corsi finalizzati all'acquisizione di competenze nelle tecnologie abilitanti 4.0 e 5.0
- Formazione su intelligenza artificiale, green economy e transizione energetica
Le aliquote del credito d'imposta (aggiornate 2026)
Le aliquote variano in base alla riduzione del consumo energetico certificata:
| Risparmio energetico | Investimento ≤ 2,5M€ | Tra 2,5M€ e 10M€ | > 10M€ | |---|---|---|---| | ≥ 3% struttura / ≥ 5% processo | 35% | 15% | 5% | | ≥ 6% struttura / ≥ 10% processo | 40% | 20% | 10% | | ≥ 10% struttura / ≥ 15% processo | 45% | 25% | 15% |
Come funziona la procedura (2026)
- Comunicazione preventiva al GSE prima di iniziare gli investimenti (ora possibile anche online tramite sportello digitale)
- Certificazione ex ante da parte di un Energy Auditor accreditato che attesta il risparmio energetico previsto
- Realizzazione degli investimenti entro il 31 dicembre 2026 (termine prorogato)
- Certificazione ex post che conferma il risparmio energetico effettivamente conseguito
- Comunicazione di completamento al GSE
- Utilizzo del credito in compensazione tramite F24
Novità 2026: le principali semplificazioni
Il decreto correttivo di inizio 2026 ha introdotto:
- Riduzione soglia minima di risparmio energetico confermata al 3% per la struttura produttiva
- Sportello digitale GSE per la gestione integrata delle comunicazioni
- Semplificazione documentale per investimenti inferiori a 300.000 euro (perizia asseverata semplificata)
- Nuova ammissibilità software AI: sistemi di intelligenza artificiale applicati ai processi produttivi sono ora espressamente inclusi tra i beni immateriali agevolabili
- Proroga del termine per il completamento degli investimenti al 31 dicembre 2026
Come MVM Ventures supporta le imprese
Il Piano Transizione 5.0 è uno degli strumenti più potenti disponibili, ma richiede una gestione attenta:
- Identificazione degli investimenti ammissibili nella roadmap aziendale
- Coordinamento con l'Energy Auditor per le certificazioni ex ante ed ex post
- Predisposizione della documentazione tecnica e amministrativa
- Gestione della comunicazione preventiva e di completamento al GSE
- Rendicontazione e ottimizzazione nell'utilizzo del credito
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